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Giornata Internazionale contro le mutilazioni genitali femminili

Le mutilazioni genitali femminili (MGF) rappresentano una violazione dei diritti umani e una forma estrema di discriminazione e violenza di genere. Questa pratica coinvolge l’asportazione parziale o totale dei genitali esterni femminili o altre lesioni agli organi genitali femminili per motivi non medici.

Il 6 febbraio di ogni anno si celebra la Giornata Internazionale contro le mutilazioni genitali femminili, un’occasione per sensibilizzare l’opinione pubblica e promuovere azioni concrete volte all’eliminazione di questa pratica entro il 2030, in linea con gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite.

Definizione e tipologie di MGF

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) classifica le MGF in quattro principali categorie:

  1. Tipo I (Clitoridectomia): Rimozione parziale o totale del clitoride e, in rari casi, solo del prepuzio.
  2. Tipo II (Escissione): Asportazione parziale o totale del clitoride e delle piccole labbra, con o senza escissione delle grandi labbra.
  3. Tipo III (Infibulazione): Restringimento dell’apertura vaginale mediante la creazione di una copertura sigillante, ottenuta tagliando e riposizionando le piccole labbra o le grandi labbra, con o senza rimozione del clitoride.
  4. Tipo IV: Tutte le altre procedure dannose ai genitali femminili per motivi non medici, come punture, perforazioni, incisioni, raschiature e cauterizzazioni.

Queste pratiche non apportano alcun beneficio alla salute e possono causare gravi complicazioni immediate e a lungo termine, tra cui dolore intenso, emorragie, infezioni, problemi urinari, complicazioni durante il parto e aumentato rischio di mortalità neonatale.

Diffusione e prevalenza delle MGF

Le MGF sono prevalentemente praticate in 30 Paesi dell’Africa subsahariana, del Medio Oriente e dell’Asia, ma a causa dei flussi migratori, casi di MGF sono stati registrati anche in Europa, Nord America e Australia.

Secondo l’OMS, oltre 200 milioni di ragazze e donne viventi oggi hanno subito una qualche forma di MGF, e ogni anno circa 3 milioni di ragazze sono a rischio, principalmente prima dei 15 anni.

Motivazioni culturali e sociali

Le MGF sono radicate in convinzioni culturali e sociali complesse.

In molte comunità, sono considerate un rito di passaggio all’età adulta e un prerequisito per il matrimonio.

Si ritiene erroneamente che le MGF preservino la purezza, la castità e l’onore della donna, controllando la sua sessualità. Queste pratiche sono spesso perpetuate da pressioni sociali e dalla paura dell’emarginazione.

Quadro normativo e azioni legali

Molti Paesi hanno adottato leggi per vietare le MGF.

In Italia, la Legge 9 gennaio 2006, n. 7, prevede disposizioni per la prevenzione e il divieto delle pratiche di mutilazione genitale femminile, punendo chiunque pratichi l’infibulazione con la reclusione da 4 a 12 anni, con pene aumentate se la mutilazione viene compiuta su una minorenne o per fini di lucro.

Strategie di prevenzione e sensibilizzazione

L’eliminazione delle MGF richiede un approccio multisettoriale che coinvolga governi, organizzazioni internazionali, comunità locali e leader religiosi. Le strategie efficaci includono:

  • Educazione e sensibilizzazione: Promuovere la consapevolezza sui rischi associati alle MGF e sui diritti umani delle donne e delle ragazze.
  • Supporto alle vittime: Fornire servizi medici e psicologici alle sopravvissute alle MGF.
  • Coinvolgimento delle comunità: Collaborare con le comunità per cambiare le norme sociali e culturali che sostengono le MGF.
  • Applicazione delle Leggi: Garantire l’effettiva applicazione delle leggi che vietano le MGF e perseguire i trasgressori.

Il ruolo delle Organizzazioni Internazionali

Le Nazioni Unite, attraverso agenzie come l’UNICEF e l’OMS, svolgono un ruolo cruciale nel coordinare gli sforzi globali per eliminare le MGF.

Queste organizzazioni forniscono linee guida, supporto tecnico e finanziamenti per programmi di prevenzione e assistenza alle vittime.

L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha adottato diverse risoluzioni che esortano gli Stati membri a intensificare le azioni per eliminare le MGF, riconoscendole come una violazione dei diritti umani.

Conclusione

La Giornata Internazionale contro le Mutilazioni Genitali Femminili rappresenta un momento fondamentale per riflettere sui progressi compiuti e sulle sfide ancora da affrontare nella lotta contro questa pratica dannosa.

È essenziale continuare a promuovere l’educazione, la sensibilizzazione e l’empowerment delle donne e delle comunità per porre fine alle MGF e garantire il rispetto dei diritti umani di tutte le bambine e le donne nel mondo.

Fonti e link utili per saperne di più o per approfondimenti:

Ministero della Salute

Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS)

Fondo delle Nazioni Unite per la Popolazione (UNFPA)

UNICEF

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