Ogni anno, il 4 febbraio celebriamo la Giornata Mondiale contro il Cancro per ricordare quanto questa malattia rimanga una delle sfide più grandi per la salute pubblica.
In Italia, i dati più recenti, aggiornati grazie a rapporti ufficiali di AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica), AIRC (Fondazione per la Ricerca sul Cancro) e al profilo nazionale dell’OCSE/Commissione Europea, delineano un quadro in parte rassicurante ma ricco di punti critici su cui intervenire.
1. I dati in Italia
Nuovi casi, sopravvivenza e prevalenza
- Nel volume I numeri del cancro in Italia 2024, AIOM stima 390.100 nuove diagnosi di tumore maligno esclusi i carcinomi cutanei non melanomi.
- Sempre secondo AIOM, nel 2024 in Italia vivevano circa 3,7 milioni di persone con una diagnosi di tumore.
- La metà delle persone che oggi si ammalano ha un’aspettativa di vita post-diagnosi simile a quella di persone senza tumore, grazie ai progressi terapeutici.
- I tumori più frequenti nel 2024 sono: mammella (53.686 casi), colon-retto (48.706), polmone (44.831), prostata (40.192) e vescica (31.016).
Mortalità e progressi
- AIOM riporta che, tra gli adulti di 20-49 anni, la mortalità per cancro è diminuita dal 2006 al 2021 del 21,4% nelle donne e del 28% negli uomini.
- Particolarmente significativo è il calo della mortalità per tumore al polmone in questa fascia d’età: ‒ 46,4% nelle donne e ‒ 35,5% negli uomini tra il 2006 e il 2021.
2. L’Italia nel contesto europeo: cosa dicono i profili OCSE / UE
Il rapporto “Profilo Nazionale sul Cancro: Italia 2025”, realizzato da OCSE e Commissione Europea, fornisce un’analisi rigorosa del carico oncologico, dei fattori di rischio, della diagnosi precoce e delle prestazioni dell’assistenza oncologica in Italia.
Alcuni punti salienti:
- Il tasso di mortalità per cancro, standardizzato per età, in Italia è 6% inferiore alla media UE. Dal 2011 al 2021, la mortalità è calata del 15%, più rapidamente della media UE (–12%).
- Nel 2021, il tasso di mortalità per cancro in Italia era di circa 222 decessi ogni 100.000 persone, contro una media UE di circa 235.
- La prevalenza a cinque anni (cioè la percentuale di persone che sono vive a cinque anni dalla diagnosi) è circa il 6% più alta rispetto alla media UE, secondo dati Globocan 2022.
- Esistono disparità socio-economiche: gli uomini con basso livello di istruzione presentano un tasso di mortalità per cancro significativamente più alto rispetto a quelli con istruzione elevata.
- I fattori di rischio analizzati includono consumo di alcol, sovrappeso, inquinamento atmosferico. In Italia il fumo ha mostrato una diminuzione negli anni, ma l’esposizione all’inquinamento rimane elevata in alcune aree.
- I programmi di screening per il tumore (mammella, colon-retto, cervice) sono attivi, ma la partecipazione non è uniforme: vi sono forti disparità territoriali tra regioni.
- Nell’assistenza oncologica, emergono criticità: ad esempio la radioterapia è meno accessibile al Sud per via della concentrazione di attrezzature al Nord.
- Anche il “benessere” dei sopravvissuti (quality of life) è punto di attenzione: mancano servizi di riabilitazione oncologica omogenei su tutto il territorio.
3. Prevenzione e fattori di rischio
Secondo i dati di AIOM riportati da AIRC:
- Nel 2024 circa il 24% degli adulti italiani fuma, il 33% è in sovrappeso, il 10% è obeso, e l’18% consuma alcol a rischio.
- La sedentarietà è aumentata negli anni: secondo AIOM, era al 23% nel 2008 e ha raggiunto il 28% nel 2023.
- AIRC richiama che una parte significativa dei tumori è prevenibile: eliminando fattori modificabili (fumo, alcol, obesità, sedentarietà) si potrebbe ridurre in modo importante il rischio.
4. Ricerca, cura e qualità della vita
- AIRC investe massicciamente nella ricerca oncologica: ha annunciato più di 143 milioni di euro destinati a oltre 6.000 ricercatori in 102 istituti italiani.
- Grazie alla ricerca, sempre secondo AIRC, 3,6 milioni di persone in Italia hanno superato una diagnosi di cancro.
- AIOM ha inoltre sottolineato l’importanza delle sue linee guida cliniche, studiate per ridurre le disuguaglianze territoriali nell’assistenza oncologica e migliorare la qualità di vita dei pazienti.
5. Sfide aperte e raccomandazioni
Nonostante i progressi, i dati più recenti evidenziano alcune criticità su cui concentrare gli sforzi:
- Ridurre le disuguaglianze territoriali: il profilo OCSE-UE mostra che le differenze tra Nord e Sud in termini di accesso alle cure oncologiche (per esempio la radioterapia) restano un problema.
- Migliorare la partecipazione agli screening: anche se i programmi di screening esistono, la copertura non è uniforme e servono strategie per aumentare l’adesione, soprattutto nelle regioni più svantaggiate.
- Potenziare la prevenzione: contrastare fumo, alcol, obesità e sedentarietà con politiche pubbliche più incisive e campagne di educazione alla salute rimane fondamentale.
- Sostenere i sopravvissuti: è essenziale investire in servizi di riabilitazione oncologica, supporto psicologico e assistenza sociale per migliorare la qualità della vita post-diagnosi.
- Rafforzare la ricerca: continuare a finanziare la ricerca oncologica, soprattutto quella mirata (terapie innovative, personalizzate), perché è la base per migliorare ulteriormente le cure e la sopravvivenza.
Conclusione
La diminuzione della mortalità, la crescita dei sopravvissuti, la ricerca attiva e i programmi di screening dimostrano che siamo sulla strada giusta.
Tuttavia, le disuguaglianze territoriali, i comportamenti di rischio e il bisogno di maggior supporto ai pazienti oncologici richiedono un impegno continuo, non solo da parte del sistema sanitario ma anche della società.
Il 4 febbraio 2026 possiamo quindi riflettere non solo sul cancro come malattia, ma anche su cosa possiamo fare noi: promuovere stili di vita sani, sostenere la ricerca, partecipare agli screening e chiedere politiche più eque.
Ogni contributo conta nella lotta contro il cancro.
Fonti e link utili per saperne di più o per approfondimenti:
